Il Salento in età romana
Il Salento raggiunse durante l'impero romano un notevole grado di fioritura economica dovuta soprattutto alla posizione strategica del porto di Brindisi. Da qui infatti partivano le campagne militari dei legionari romani per la conquista dei paesi del medio oriente. Ma il porto era innanzitutto il centro dei traffici commerciali dell'impero verso tutti quei paesi che si affacciavano sul bacino del mar Mediterraneo. Ed erano soprattutto i prodotti tipici pugliesi, ovvero grano, olio e vino ad essere scambiati con gli altri popoli.
In questo periodo furono costruite la via appia e la via traiana, due importanti arterie stradali che collegavano Roma con la città di Brindisi. La via appia era certamente la strada romana dell'impero più importante in assoluto (i romani erano soliti chiamarla "regina viarum") e passò alla storia in seguito alla crocifissione di 6.000 schiavi lungo il suo percorso nel 71 a.c. Il Salento diventò provincia romana dal punto di vista amministrativo, ma non culturale. Quando i romani giunsero in questa terra infatti, trovarono un popolo profondamente legato alle tradizioni del mondo greco e questo legame col passato difficilmente riuscirono a spezzarlo.
In epoca romana, Mesagne era chiamata Mesania ovvero "terra di mezzo" (tra Oria e Brindisi) a conferma della sua posizione strategica tra questi due centri nevralgici.
Recentemente in contrada Malvindi si è rinvenuta una porzione di villa romana con annesso un impianto termale risalente al III-IV secolo dopo cristo. Nel 476 d.c, dopo due secoli di lento ma inesorabile declino, l'impero romano d'occidente crollò improvvisamente sotto i colpi delle invasioni barbariche. Solo l'impero romano d'oriente riuscì a sopravvivere per altri 5 secoli.
Il Salento si trovò così sulla linea di demarcazione tra impero romano d'occidente e impero romano d'oriente, nel bel mezzo di guerre tra popoli germanici e bizantini. Inizia così il lento declino della nostra terra fino a farla diventare quella che conosciamo oggi.
