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Mesagne in cucina

I piatti tipici di Mesagne sono grossomodo gli stessi che possono essere gustati in ogni paese della Puglia, salvo alcune eccezioni dovute alle caratteristiche locali.

Le ricette più rappresentative del nostro territorio possono essere facilmente consultate online. Tra i migliaia di siti che trattano questo argomento ci sentiamo di suggerirvi i seguenti:

www.costedelsud.it/cucina
www.pugliatravel.com/gastronomia

In questi siti potete trovare un sacco di ricette, alcune di queste famosissime, altre quasi sconosciute ma ugualmente squisite. Se la vostra passione è la cucina....beh, non avete che l'imbarazzo della scelta! Le ricette che descriveremo noi, invece, trovano difficilmente posto nei ricettari (chissà per quale arcano motivo) e parlano di una Puglia di 100, 200 anni fa...forse di più, quando la gente era davvero povera e la loro stessa sopravvivenza spesso dipendeva dai prodotti che la terra loro offriva.

Queste ricette ce le ha insegnate una simpatica nonnina che abbiamo avuto la fortuna di conoscere qualche tempo fa, la quale a sua volta le imparò da sua nonna, una donna vissuta nell'ormai lontanissimo '800. E questi "segreti" abbiamo ora il piacere di svelarli a tutti/e voi.

Acqua e sale

Dal titolo si capisce che tutto sommato non doveva poi trattarsi di una specialità!
Vogliamo ricordare che 50 anni fa o più il frigorifero non era cosi pieno come oggi...anzi nella stragande maggioranza delle famiglie non esisteva proprio. Spesso succedeva che in casa non c'era proprio nulla da mangiare così, soprattutto la sera, le donne mettevano insieme quei pochi alimenti di cui disponevano e si sbizzarrivano a creare questo "strano" piatto.
Le nostre nonne prendevano:

- circa 2 litri di acqua fredda
- 250 grammi di pomodorini
- un pizzico di sale
- 4 cucchiai di olio
- 500 grammi di pane indurito
- 1 cipolla media
- un pò di origano
- 2 o 3 peperoncini

In una ramera (termine dialettale che indica una sorta di padella molto grande a basso fondo, tipo quella che usano i pizzaioli quando sfornano le pizze, per intenderci) si versavano i due litri di acqua fredda e si aggiungevano i pomodorini tagliati, il sale, la cipolla triturata, l'olio, l'origano e i peperoncini tagliati finemente. Successivamente si aggiungeva il pane indurito tagliato a fette in modo da ottenere una sorta di zuppa.

Come vedete il piatto era estremamente semplice e spesso veniva accompagnato da un buon bicchiere di vino, magari anche per nascondere la fame che, credetemi, si faceva sentire, eccome!

La gialletta

A differenza dell'acqua e sale, questo piatto è ancora consumato in molte famiglie, anche quelle benestanti. Si chiama in questo modo in quanto l'elemento principale è rappresentato da pomodori gialli.
Per prepararla abbiamo bisogno di ( x 4 persone):

- 4 chiucchiai di olio extravergine di oliva
- 1 spicchio di aglio
- 1 cipolla media
- 1 foglia di alloro
- 500 grammi di pomodorini gialli
- un pizzico di sale
- peperoncino

Innanzi tutto si sfuma l'olio e quindi si aggiunge lo spicchio di aglio e la cipolla triturata. Una volta rosolato il tutto si aggiunge la foglia di alloro e i pomodorini tagliati a pezzettini. Si cucina il tutto per una mezzoretta e si aggiunge quindi il sale e il peperoncino. Si consuma inzuppandovi il pane oppure aggiungendovi il purea di fave.

Questi piatti spesso venivano consumati in campagna, dove i contadini trascorrevano gran parte della giornata. Venivano cotti su di un piccolo focolare costruito dai contadini stessi. Attorno a questo focolare, nelle bollenti notti d'estate, si riunivano tutti i confinanti e si tenevano feste e banchetti. Il vino non mancava mai e contribuiva ad allietare queste serate di spensieratezza (dopo lunghe e faticose giornate di lavoro).