I normanni: gli antichi discendenti dei vichinghi
I Normanni (uomini del nord) erano un popolo discendente dei vichinghi e le terre in cui vivevano corrispondono grosso modo all'odierna Danimarca, Svezia e Norvegia. Erano famosi in tutta Europa per le particolarissime imbarcazioni su cui viaggiavano dette drakkar, caratterizzate da una prua ornata da una testa di drago o di mostro.
Gruppi di Normanni si diressero verso il sud Italia, attirati
soprattutto dalle possibilità che offrivano le ribellioni
anti-bizantine in Puglia. Uno dei primi Normanni a scendere nel
meridione fu Tancredi, seguito di li a poco dal figlio Roberto detto il
guiscardo (ovvero l'astuto). Nel 1059 il papa Niccolò II nominò Roberto
duca di Puglia, che allora comprendeva anche la Basilicata la Calabria
e parte della Campania. Molto probabilmente fu proprio Roberto il
guiscardo il primo committente della costruzione del castello di
Mesagne.
Nel 1071 Roberto scacciò definitivamente i Bizantini dalla Puglia mentre suo fratello, Ruggiero, nel frattempo liberava la Sicilia dagli arabi. A partire dal 1139 dunque i Normanni ebbero il pieno controllo dell'Italia meridionale formando il regno di Sicilia con capitale Palermo.
I Normanni dettero origine ad una organizzazione feudale della società, strettamente legata alla figura del sovrano. Le terre, con popolazione annessa, cominciarono ad essere considerate come proprietà privata del padrone di turno invece che come provincia di uno stato o un impero.
Essendo formalmente vassalli della chiesa cattolica favorirono il culto cattolico a scapito di quello ortodosso anche se comunque non vi furono persecuzioni. Essi stessi favorirono il sorgere di nuove abbazie, basiliche e conventi.
Il paesaggio dell'Italia meridionale normanna fu caratterizzato dalla presenza di un numero altissimo di castelli, costruiti soprattutto per presidiare il territorio occupato o per realizzare dei punti di partenza per intraprendere nuove avventure. Questi castelli venivano costruiti su di una collina artificiale ricavata con il terreno proveniente dallo scavo del fossato effettuato attorno al castello stesso.
Il castello comunque era anche un luogo di ricreazione e di ritrovo. In tempi di pace infatti ospitava dame, giullari, menestrelli che intrattenevano il signore e spesso anche l'intera popolazione. In tempo di guerra si trasformava in una roccaforte in cui il signore e il popolo trovava protezione.
Il torrione del castello di solito serviva per scovare il nemico in lontananza e per la difesa attiva attraverso l'impiego di balestre di precisione, il lancio di pietre o di olio bollente. Se le cose non andavano bene il signore poteva fuggire attraverso alcune gallerie sotterranee. Ognuno lottava strenuamente a difesa del territorio, consapevole che le terre, in caso di sconfitta, venivano perdute e divise tra i vincitori.
Con il matrimonio nel 1194 tra l'imperatore svevo (la svevia era una regione dell'odierna Germania) Enrico IV e la figlia del re di Sicilia, Costanza di Altavilla, ebbe origine la dinastia normanno-sveva. Da questo matrimonio nascerà una delle figure più importanti del medioevo: l'imperatore Federico II di Svevia.
Persona estremamente colta e raffinata, riuscì ad organizzare un'unica entità statuale e a far convivere pacificamente popolazioni assai diverse per storia, religione e nazionalità. Rispettò quelli che erano i costumi e le tradizioni di tutti i popoli governati, in uno spirito di grande fratellanza, anche religiosa.
Amò talmente la puglia da disinteressarsi quasi del tutto delle vicende tedesche. Restaurò tantissimi castelli normanni e ne costruì altri ( uno spendido esempio fu quello di Castel del Monte) per controllare al meglio il suo territorio.
Gli ultimi anni del suo regno furono particolarmente delicati a causa dei continui scontri con il papato. Alla sua morte gli successe Manfredi il quale però, nel 1266, dovette soccombere a Carlo d'Angiò. Inizia così per la Puglia una nuova fase storica.
